Traduzione di alcune frasi tratte dal libro “Sois!” dialoghi con Nisargadatta Maharaj – Les deux oceans, Paris.
Maharaj: Nello stato reale, non avete bisogno di assolutamente nulla. Ma dal momento che l’ ‘io-sono’ è apparso tutto vi è necessario. Volete tutto perché amate questo ‘io’ che si evolve nella coscienza. Dietro ogni vostra attività, vi è questa nozione di presenza, e soprattutto c’è la preoccupazione di essere felice, poichè il senso del piacere è presente. È la cosa più importante che voi conosciate. Volete sopprimere tutto quello che è spiacevole per saziare il vostro bisogno di piacere attaccato a questa coscienza che dice ‘IO’. Se quella c’è, volete il mondo, se non c’è, non avete bisogno di nulla.
Tutte le vostre azioni in questa vita sono motivate dalla sensazione di piacere che questa coscienza ricerca. Ed essa vuole che questo stato si prolunghi il più a lungo possibile. Il vostro bisogno di preghiere, di rituali, non ha altre cause. Voi lo praticate solo per soddisfare questo ’IO’, per fargli piacere. Tutte le vostre azioni sono compiute per poterlo soddisfare, ma nel vostro stato naturale e reale, di che cosa avreste bisogno? Di nulla, siete appagato, intero, indifferenziato, non vi si può domandare nulla. Ma la coscienza appare e voi diventate un mendicante miserabile.
Qual’è il desiderio più urgente di questo ‘IO ‘ che è sorto da voi? Lo spazio intero dovrebbe essere costantemente riempito con qualcosa, ecco la sua domanda.
Visitatore:- Con l’amore?
M.: Se capirete che cos’è la vostra natura reale, ogni desiderio sparirà. Dove sarà lo spazio che chiede di essere riempito? Questo spazio è soltanto creato dalla coscienza.
V.: Qual è la natura del desiderio? Senza desideri ci si sente vuoti.
M.: Quando si è compresa la natura del desiderio, si sente che i desideri se ne vanno e ci si sente vuoti, è questo quello che volete dire?
V.: Si.
M.: Chi dice che siete vuoto? La vostra coscienza cerebrale v’informa di questo vuoto perché essa era il contenitore di tutti questi desideri. No? Come constatate questo vuoto?
V.: Tramite una sensazione.
M.: Avere sensazioni è un attributo della coscienza cerebrale, questa coscienza diventa vergine e si sente vuota. Che cos’è questo vuoto? Andate oltre questa coscienza e scoprite voi stesso se siete pieni o vuoti. Diventatelo, perché per il momento, vi situate solo a livello cerebrale, avete analizzato la natura del desiderio per mezzo del vostro spirito pesante e – non appena l’avete potuto osservare – si è dileguato. E ‘chi’ percepisce ugualmente questo?
Riprendo. Questa coscienza cerebrale ha capito e il desiderio è scomparso, essa è vergine e non può più comprendere, poiché tutto quello che ha a che fare con il ’cerebrale’ può solo riconoscere ciò che è già conosciuto, mentre il vostro stato veritiero è sconosciuto. Questo intelletto – ancora una volta – non può stabilire nessuna distinzione, non può capire e malgrado tutto, non è una superficie vergine. Qualunque cosa sia, occupa questo vuoto.
V.: Questo spirito sembra essere una specie di transizione.
M.: Anche questo è un pensiero. L’intelletto è lo strumento che vi documenta. Quando non distingue più nessuna forma, non c’è più nulla da comprendere. Dunque vi informa che tutto è vuoto, ma questo vuoto è assolutamente pieno di ciò che è, e ciò che è – qualunque cosa sia – è voi stesso. Non è possibile farne un commento, poiché, a livello in cui si esprimono le cose, non si può constatare che il vuoto. Ciò che ‘E’ veramente’ è uno sconosciuto, nessuna parola potrà essere usata.
Essere in questo stato è sufficiente. Sta a voi vedere se siete pieni o vuoti o se c’è qualcosa che possa dichiarare se è pieno o vuoto. Il vuoto può solo essere un apprezzamento a livello cerebrale. Ora, ciò che descrive il cerebrale fa parte del conosciuto che non può corrispondere alla realtà.
V.: Si deve continuare a eliminare?
M.: E’ la sola cosa possibile e questa eliminazione deve continuare finché rimane l’ignoranza. Sentire che non vi è più nulla da eliminare, è sufficiente. Finché sentite in voi la dualità, sentirete il bisogno di eliminare, ma che cosa c’è da eliminare?
Tutto quello che eliminate fa parte dell’irreale, quindi scoprirete un giorno che non vi è nulla da eliminare. Che cosa fate in fondo? Eliminate l’ostruzione che impedisce la vostra comprensione, l’ignoranza. Altrimenti che cosa c’è da compiere?
Voi siete luce. La vostra natura è luce che si produce da sé. Siete solo luce. Non vi è più apparenza di vuoto o pieno. Siete puro sat-chit-ananda (essere-coscienza-felicità) e sat-chit-ananda e vuoto sono alla fine la stessa cosa.
Sat-chit-ananda diventa un attributo. Come potete descrivere questo stato, impossibile. Dunque sat-chit-ananda è solo uno stato di coscienza e non può essere eterno, come questo stato di vuoto sperimentato dalla coscienza. La coscienza ha l’abitudine di mantenersi nel passato e nel futuro e con l’aiuto della memoria essa puo’ proiettare qualcosa. Là, più nulla può essere proiettato e allora constata un’assenza, un vuoto. Se non potete distaccarvi da queste proiezioni, rimarrete nell’ignoranza e allora fate quel che avete voglia di fare, questo non mi riguarda.
Dal momento che amate le parole, cercare di capire questo. Quello che voi chiamate vuoto è pieno e tutto quello che sembra pieno nel mondo delle apparenze è vuoto.
Dovete capire la pienezza del vuoto, che è il vostro stato veritiero.
