CHE COS’É REALMENTE LA COSCIENZA
La certezza che esista una coscienza è per noi inequivocabile.
Tuttavia anche se un sat-guru, Nisargadatta Maharaj, aveva affermato per anni che quello che siamo è ‘Oltre la coscienza’, nessun altro tuttavia l’ha mai negato in assoluto.
Feci molte ricerche su questo argomento e la risposta fu la stessa più o meno: vi era il senso di essere, esistere, di vivere ecc. e anche sempre presente, tranne nel sonno profondo e alla morte del corpo.
Ora sono cosciente di scrivere, un passante è cosciente di vedere il tramonto sul mare….
In sostanza però ‘coscienza’ è un nome, un concetto applicato a un ‘qualcosa’ … in realtà non definibile! Sono cosciente di essere, di respirare, vedere un mondo e poi il suo contrario, l’incoscienza, uno stato di totale assenza.
Tutto questo tuttavia lo sentivo legato non solo a una sensazione, ma a qualcosa che in fondo era indefinibile!
Per molto tempo rimuginai su questo tema:- Se sento di essere viva, come tutti gli esseri umani, significa che sono ‘cosciente’: è un concetto incollato a qualcosa di non definibile…
Del resto vi sono anche altri ‘oggetti di conoscenza’ che non hanno strutture visibili, l’aria che ci attornia, ma che però ‘sentiamo’ nel respiro o nel vento, e che hanno una realtà indiscussa.
La coscienza tuttavia era una sensazione vaga e INAFFERRABILE, eppure… C’ERA!
Un giorno andai a trovare U.G. Krishnamurti nella sua semplice casa in montagna (dove era ospitato). Era assieme ad alcuni amici e parlava con loro tranquillamente. Mi fece entrare, appena bussai alla sua porta semi-aperta… Non mi conosceva, ma mi accolse con un sorriso, senza chiedere il mio nome o altro.
– Posso farle una domanda? – mi azzardai a chiedergli.
– Certo! – mi rispose.
– Che cos’è la ‘coscienza’ ?
Tranquillamente mi rispose subito:- NON ESISTE! –
Rimasi perplessa e pensai che non avesse voglia di rispondermi. Invece egli ribadì la risposta con viso serio, naturale, poi si voltò con calma verso i suoi amici.
Ringraziai e scappai via subito.
Che cosa mi aveva voluto dire? Era vero, o era uno scherzo?
Rimuginai a lungo e mi ricordai delle affermazioni di Nisargadatta Maharaj:- Il ‘reale ‘ è oltre la coscienza.-
Cercavo disperatamente di trovare la chiave di quest’affermazione.
Che la Realtà ultima (inconcepibile) fosse ‘prima della coscienza’, era comprensibile, ma che il senso di essere non esistesse, mi pareva impossibile.
‘Oltre la coscienza, vi è un mondo reale’. Niels Bohr fisico quantistico.
Tutto questo mi turbinava dentro a tratti, ma senza poter trovare la soluzione.
Poi un bel giorno, le nuvole del dilemma apparvero… meno dense!
‘Sento di essere viva’ – era innegabile, ma questa sensazione non c’era quando dormivo o se fossi svenuta…
Per arrivare al ‘no-so-che-non-so’, la Realtà assoluta di cui parlava Nisargadatta Maharaj, ci doveva essere qualcosa ‘prima’, che invece ’sapevo’, ma non era… reale!?
A questo punto un giorno ci fu un ’clic’ cerebrale che mi aprì la certezza che il sapere di esistere (= la coscienza) non essendo reale, non esisteva del tutto!
In definitiva: che la coscienza NON esistesse realmente, indirettamente confermava anche l’irrealtà del mondo fenomenico che soltanto la ‘coscienza’ poteva rendere visibile-udibile-tangibile e far apparire luci, forme, colori, materia. Non esiste… ma fa apparire un mondo solido là ‘fuori’.
Semplice e chiaro, ma il sistema neuronale deve trovare il modo di far apparire e…credere (vero) un corpo, una mente e un mondo là fuori, altrimenti… sparisce.
Ecco che ci catapulta involontariamente a capofitto nel ’non-so-che-non-so’ (di cui parlava sempre Nisargadatta Maharaj) che poi si rivela lo stato perfetto, – inconcepibile da mente umana grossolana – e anche senza limiti, dell’Essenza di vita reale e senza confini…!
Un’altra prova che la mente umana non gradisce, poiché le fa perdere il controllo, ma che ora essa è costretta ad ammettere per non perdere almeno la propria apparenza di utile comparsa nel vivere quotidiano.

