
(ROBERT ADAMS )
S.: Che cosa c’è prima della coscienza?
R.: È l’inizio dell’illusione: non esiste. Dovete tornare indietro al vostro vero Sé che sempre siete, ma non è un oggetto, né un pensiero. In definitiva non c’è Sé, né Coscienza Assoluta, né Nulla: sono solo parole.
È indescrivibile e inconcepibile.
Anche dire ‘il nulla è tutto’, implica qualcosa e cominciate subito a pensare a un oggetto, al mondo e a tutti i concetti derivati. Appena iniziate a pensare, a immaginare, guastate tutto.
– IL MONDO è IL TUO FILM –
Queste parole mi riportano a tanti anni fa, ma è come se fosse sempre… adesso.
Allora ecco qualche ragguaglio sulla ‘spiritualità’ – come l’ho ‘istintivamente’ concepita fin da ragazza…
Imbevuta di ‘doveri religiosi’ a cui non credevo, sentivo istintivamente qualcosa di vero dentro di me che si allargava oltre: spesso ‘sparivo’ in un senso di ‘unità col tutto’ che mi prendeva improvvisamente – (mai rivelato per paura di finire da qualche dottore o peggio in ospedale!)
La natura, il cielo, sì certo, ma il raduno di esseri umani per qualche ‘lezione religiosa’ non mi è mai piaciuta, anzi, spesso era per sentirsi in ‘accordo’ con l’autorità che sempre s’infilava sotto sotto, alla massa di ’religiosi’ a cui non potevo ‘credere’ e di cui non avevo bisogno. Non per sentirmi a parte o superiore, no – tranne che dove mi ‘trovavo davvero’ spesso era un regno di silenzio magnifico e ’senza parole né gesti possibili‘ che potessero trattenermi nella mente. La ‘realtà’ che vivevo era ’oltre la mente’ e li` si spariva, anche se il corpo-mente continuava a muoversi.
Vedevo lucidamente che NON ero questo corpo-mente che ora c’è, ora non c’è… ma qualcosa di inconcepibile, oltre i pensieri, ma molto potente.
Invocavo s. Francesco e s. Chiara, ma poi all’idea di ritrovarmi con tante suore, mah? sarei fuggita subito! I preti della ‘confessione regolare’ a cui dovevo sottomettermi, mi disgustavano per ipocrisia e sporcizia. D’accordo, facevano parte della mia visione, della mia proiezione cucita addosso, non erano solo ’fuori’. Li sentivo imparati, incollati in me da insegnamenti d’obbligo.
L’unica salvezza era la natura, nei luoghi silenziosi e inabitati dove vivevo-sparivo in questa inspiegabile meraviglia.
Ma ‘Chi’ erano poi gli ’altri’ ? Esistevano davvero o erano solo mie figure e proiezioni o di altri simili?
Poi si scopre che il ’mondo’ non era mai stato là ‘fuori’!
Solo giochi di riflessi cuciti addosso e dimenticati… e che sembravano solidi e veri.
‘Prima del respiro
Dopo il respiro
CHI SONO?’

