illuminazione

Titolo originale dell’Opera:
UNDERSTANDING IS REALIZING
Master Strokes of Shri Ranjit Maharaj’s Teachings
2003 – Shri Sadguru Siddharameshwar
Adhyatma Kendra
Traduzione di:
Isabella di Soragna
In copertina: “La Luce” di Consolata Radicati di Primeglio
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Se indaghiamo sul sentimento di amore umano, si nota che è la visione di una separazione che si cerca di riunificare.
L’uomo ha creato tanti modi per poterlo ritrovare sia in una coppia che in funzione religiosa = UNITÀ.
L’amore vero non ha limiti, e include tutto. L’amore ‘umano’ tenta di ovviare a una separazione e proietta su qualcuno o qualcosa che possa riunirsi con la propria ombra e ritrovare gioia e serenità.
Tratto da “Sermoni tedeschi” ed. Adelphi
a cura di Marco Vannini
La beatitudine aprì la sua bocca di saggezza e disse:
«Beati sono i poveri nello spirito, loro è il regno dei cieli». Tutti gli angeli, e tutti i santi, e tutto ciò che è nato, deve tacere quando parla questa eterna sapienza del Padre, perché tutta la sapienza degli angeli e di tutte le creature è un puro nulla di fronte all’abisso senza fondo della sapienza di Dio. Essa ha detto che i poveri sono beati.

Dialoghi con U.G. Krishnamurti
Da “Mystique of enlightenment’’ (mistica dell’illuminazione)
U.G.: Non sentirai mai il gusto della morte, perché non c’è morte per te: non puoi sperimentare la tua propria morte. Sei nato forse? La vita e la morte non possono essere separate: non avrai alcuna possibilità di venire a conoscenza dell’istante in cui l’ una inizia e l’altra finisce. Puoi sperimentare la morte di un altro ma non la tua. La sola morte è la morte fisica; non c’è morte psicologica.
un articolo di Rani
traduzione di Isabella di Soragna
Ogni ricercatore vuole l’illuminazione. Gran parte delle persone la sente come uno stato di continua beatitudine e unità e crede che una volta raggiunto questo, la vita sarà per sempre facile e semplice, a causa di quest’eterna espansione nell’oltre.
di Isabella di Soragna
Per la gente che si pone la domanda esistenziale “Chi sono veramente?” – al di là dell’indottrinamento subìto sia dall’educazione familiare, sia dalla religione o da credi diversi – le proposte all’estinzione del quesito sono due. Da qui sorge la difficile scelta. In realtà il dilemma è solo apparente.
Sappiamo delle lunghe discipline dei paesi orientali per raggiungere il Nirvana o l’estinzione totale dell’ego. Sappiamo della via tantrica o dello zen dell’illuminazione repentina. In sintesi: siamo già Tutto Questo Ora ed è l’ego che “cerca”. Facile trovare che la testa che intravedo… tra due braccia, il corpo e gli oggetti o paesaggi, appaiono su “qualcosa” di indefinibile e non vi è un “centro”. Si può anche vedere
