
Una bambina è ora stesa su un prato e guarda verso il cielo: tutto quello che la circonda, erba, fiori, alberi, una casupola abbandonata, un cane randagio che passa, tutto è un’unità assoluta con lei. Una domanda sorge: ‘E Dio’? Ciò che sente dentro e fuori riunisce tutto: bene-male, terra-cielo… = UNO, che gioca con le nuvole dense o chiare dell’apparenza (separatrice). Né gioia né dolore, né bello né brutto, è un arcobaleno unico dai mille colori e sfumature. Quale divisione ci potrà essere? Il linguaggio? Esso è fatto per designare un’apparenza separata, uno strumento soltanto che non deve alterare la ’Realtà’ che giace sempre attorno in tutto quello che si percepisce.










