
L’UNIVERSO OLOGRAFICO
Note tradotte da un testo che tenta di spiegare l’indovinello del cervello-corpo-mondo:
The holographic universe di Michael Talbot
IL MONDO, LA VITA: UN OLOGRAMMA?
La fisica quantistica conferma: tutto l’universo è un ologramma.
Dove sono contenute le memorie nel cervello? Scoperta stupefacente nel realizzare che un elettrone si comporta sia come onda che come particella e NON ha dimensione e non è un oggetto come possiamo conoscerne.
Inoltre è solo se l’osserviamo che una particella… si manifesta! E l’uomo non potrà mai ‘sperimentare’ la vera realtà quantica poiché tutto ciò che tocchiamo diventa materia. Le particelle sub-atomiche non esistono finché non sono ‘osservate’ – ossia non sono ‘cose’ indipendenti.
Nel nostro vivere quotidiano, gli oggetti hanno una dimora, ma a livello ,’sub-quantico’ la… località cessa!
Ogni punto dello spazio è uguale a tutti gli altri, non vi è nessuna separazione effettiva. Ecco la ‘non-località’. Questo è dimostrato da esperimenti visivi, usando per dimostrazione effettiva un acquario. Se viene usato un ‘monitor’ o apparecchio che filma un pesce e lo filma da alcuni angoli diversi, si ha la netta impressione visiva – guardando lo schermo – che vi sono ‘alcuni’ pesci che comunicano ’istantaneamente’ tra di loro.
Insistendo nell’osservazione si nota che non vi è nessuna comunicazione, poiché a un livello più profondo di realtà – quello dell’acquario – i due pesci sono… un unico elemento!
Fu dimostrato che noi siamo certi di vedere due pesci, quando in realtà vi è un solo pesce.
Bohm che studiò in profondità la questione e dopo anni di ricerche, giunse ad affermare che ‘ la realtà tangibile’ del nostro vivere quotidiano è una specie di illusione, come l’immagine olografica.
Nel profondo vi è un ordine di esistenza che dà origine a tutte le ‘apparenze’ del mondo fisico. Un elettrone non è una ’particella elementare’, è un nome dato ad un certo aspetto dell’’olomovimento’. Dividere la realtà in varie parti e nominarle, è una convenzione, poiché le particelle subatomiche e tutto nell’universo, non sono separate piu’ di un ricamo con varie figure, su un tappeto.
( Si è poi sperimentato che non vi è nè origine, né spazio-tempo-realmente)
Il vuoto non è uno ‘zero’ assoluto, ma una fluttuazione di energie sottilissime che paradossalmente dà origine… dal vuoto al tutto!
Come non capire che la nostra esistenza, corporeità e solidità della materia, della terra e del cosmo – sono solo sfaccettature, impressioni apparenti di qualcosa di solido, che in realtà è sempre in costante trasformazione e ritorno all’invisibile e immateriale, per poi ricominciare in un apparente spazio-tempo che non ha mai avuto origine.
Uno spettacolo transitorio che lascia gli spettatori contenti, ma sempre una tragicommedia variabile in uno scenario altrettanto mutevole come le nubi nel cielo: ora c’è un azzurro limpido e sole illuminante, ora dense nuvole nere e una tempesta, poi di nuovo sereno: il film varia, ma rimane apparente, transitorio fantasma collegato a neuroni avidi di spettacolo a cui credono fermamente.
Bohm conclude che tutto arriva dalla stessa fabbrica olografica dell’ordine ‘implicito’ e quindi non è composta da ‘parti’, ma è come spruzzi di una fontana separati dal centro di essa, da cui provengono. Un elettrone non è una particella elementare, ma un NOME assegnato a un aspetto. Dividere quindi la realtà è arbitrario, una’ convenzione’, le particelle non sono separate l’una dall’altra quanto le figure dipinte che adornano un muro.
Spazio e tempo (v. Einstein) non sono separati. L’universo non è una massa indifferenziata, implicito ed esplicito si fondono( ne ho un ricordo netto dall’adolescenza e imprevisto). Siamo la stessa unica cosa che con mille ‘braccia’ si è estesa in oceani, stelle, oggetti, persone… atomi , ma ognuna con la sua particolarità. Come le onde diverse in un unico mare. Dividere le ’cose’ è un’astrazione del pensiero, sarebbe meglio definirla come ’sub-totalità,’ relativamente indipendente.
E’ come credere che le parti del nostro corpo siano indipendenti e che i problemi sociali (crimini, povertà, droga) non facciano parte della totalità della società umana.
La coscienza si rivela una forma sottile della materia e fa parte dell’ordine ‘implicito’ e la divisione tra animato e inanimato sono indipendenti come tutto nell’universo: energia, spazio-tempo sono un tessuto unico. Ecco che l’esperienza che ogni parte dell’ologramma-animato o inanimato – contiene il Tutto.
William Blake noto poeta, scriveva:
‘’Vedere il mondo in un grano di sabbia
E un cielo in un fiore selvaggio,
Tieni l’Infinito nel palmo della mano
E l’Eternità in un’ora.’’
Così anche il funzionamento del sistema neuronale: per esempio le ’stigmate’ dei santi. Impossibile si verificassero nel ’palmo della mano’- come si vede nei dipinti – in realtà nella crocifissione, trafiggevano i polsi dell’uomo, per poterli mantenere fissi sulla croce. I santi (S. Francesco ed altri che si mimetizzavano col Cristo) li avevano all’interno delle mani: questi erano condizionamenti illusori derivati da racconti e dipinti popolari – riflessi ‘mentali’ provocati e creduti da parte di quei personaggi.
Ogni porzione di ologramma contiene l’immagine di tutto il quadro, ogni parte del corpo contiene l’immagine dell’intero.
Esempio: i punti di agopuntura che si notano nel padiglione dell’orecchio (che assomiglia a un feto ricurvo). In essi si scoprono problemi legati a vari organi del corpo e così nella mano e nel piede (v. conoscenze indiane di 4.000 anni fa!) e quindi nel piccolo si scopre il ‘grande’ .
La capacità della coscienza di alterare le sensazioni ecc. si evidenzia nelle nostre profonde credenze dovute a stati emozionali e finirono per far ammettere a Bohm che’ l’universo e la realtà è…’pensiero’. Non ultima la nostra ’fede’ durante lo svolgersi del sogno notturno. I meccanismi olografici del cervello che costituiscono la realtà quotidiana, sono gli stessi del sogno e degli stati ‘alterati di coscienza’. Negli stati alterati o di ipnosi, alcuni oggetti o persone visti da altri, rimangono invisibili fino al ‘risveglio’ dopo quei momenti di…sonno.
Parlando fisiologicamente, lo stato ipnotico assomiglia molto al nostro stato di veglia normale, allora quest’ultimo è anch’esso forse una specie di ’ipnosi’?
Si possono esaminare una quantità di eventi e facoltà ‘paranormali’, miracoli ecc. che obbediscono a queste condizioni.
Stan Grof affermò (per sua esperienza) che la realtà che viviamo ed anche il ’paranormale’ si adegua alla sottile autorità della coscienza:
– Il mondo non è così solido come noi lo percepiamo – diceva. – Non vi è una realtà stabile “là fuori”, siamo ‘coscienza’ non oggetti solidi. La nostra ragione dimentica che ‘descrive’, creando un circolo vizioso da cui non emergiamo durante la vita.-
Non vi è altra realtà oltre quella creata dalla coscienza(-e), quindi si potrà affermare che è la coscienza a creare le apparenze del cervello (o sistema neuronale), ossia materia, spazio-tempo e tutto quello che ci piace interpretare come universo ‘fisico’.
Il mondo cosiddetto paranormale è anch’esso una proiezione olografica(come i nostri corpi). Lo stesso dicasi per le apparenze solide del mondo che ci circonda.
Alcuni individui riescono a vedere oltre questa solidità: gli occhi sono organi visivi, ma è il cervello che ‘vede’.
Si sa che il nostro corpo umano è avvolto in un campo energetico, detto ‘aura’, visibile per alcuni e utile anche per diagnosi mediche. Ora è stato provato che l’aura ha determinate frequenze e colori ecc. e si è potuto constatare anche da studi sul cervello, che un paio di secondi… prima di decidere per esempio, un movimento , il nostro cervello ha già imparato a generare i segnali per compiere il movimento. Il campo energetico umano risponde a stimoli prima che lo faccia il cervello! Si arriva anche a dover ammettere che il corpo non è la sola ’illusione’ in un universo olografico.
Il tempo – dice Bohm – non è assoluto e la nostra divisione – passato, presente e futuro – è una costruzione mentale dato che esso è legato allo spazio.
Per concludere – almeno in parte : se l’universo si rivela alla fine, un costrutto olografico, tutte le cose apparentemente stabili, andranno viste come un gigantesco sogno condiviso. La permanenza diventa illusione e solo la coscienza si dimostra eterna.
Le idee di Bohm incontrano la filosofia buddista tibetana:- Il vuoto è reale e le forme del mondo oggettivo sono un’illusione.-
Vi è un super-ologramma non sempre visibile. Il nostro IO profondo ’sognante’ è più profondo nella psiche di quello consapevole e quindi più vicino all’oceano primitivo in cui passato-presente-futuro sono una cosa sola e quindi più facile per aver informazioni sul futuro.
Se il futuro è un ologramma di cui ogni dettaglio è già fissato, allora non esiste libero arbitrio: siamo solo marionette che si muovono in una trama già scritta. Quante premonizioni -sembrano- aver evitato disastri!
(n.d.tr.:- Ne ho avuto la conferma tramite l’astrologia transpersonale, che ‘tutto il percorso-vita’ è GIÂ CONTENUTO NELLA NASCITA e gli eventi fuggono dal controllo mentale: se qualcosa viene ‘anticipato’ e evitato – disastri, incidenti…- significa che NON era previsto e NON doveva accadere.)
Il futuro ‘sembra’ non essere già stabilito, ma uno sguardo attento e globale mostra che la realtà è un gigantesco ologramma che si esprime in varie forme olografiche – considerate ‘mondi paralleli’. Quindi anche le previsioni sono già determinate e che si possono osservare se ci si mette in ‘risonanza’ con quell’ologramma in divenire (anche se poi si fondono e s’intrecciano).
Il sogno o premonizione di evitare un incidente, significa che era già previsto nell’ologramma.
Ecco perché si dice.:- Creiamo la nostra realtà! – poiché è la nostra realtà subconscia che ci porta in situazioni da cui imparare.
In un universo olografico il tempo e quindi lo spazio sono illusori. Poiché il ’luogo’ in esso è illusorio (come una mela registrata in un ologramma non ha un luogo specifico) in un universo olografico gli oggetti non hanno un posto definito in realtà, allora tutto si dimostra non-locale, coscienza compresa (anche se sembra nel nostro cervello). Nell’esempio di un sogno con vari personaggi, situazioni , dov’è realmente la nostra coscienza? IN TUTTO IL SOGNO.
Tutto proviene dalla realtà del sognatore. Nelle esperienze di pre-morte si sono notati molti casi di premonizioni e visioni ‘fuori dal corpo’ (certificate). Fu sperimentato che era il pensiero a creare la realtà, altrimenti questa restava solo un’ipotesi.
Il contatto con l’eternità è nel momento presente, ma messo in orbita dal pensiero: ‘prima – dopo ’ = ORA.
E’ interessante scoprire che nelle antiche tradizioni le teorie sul concetto olografico erano già apparse intuitivamente. Bohm parla di ordine implicito ed esplicito. I tibetani chiamarono ‘vuoto’ (implicito) e ‘non-vuoto’ (esplicito), ossia non-visibile e visibile . Il vuoto è il luogo di origine di ogni cosa nell’universo. Pertanto solo il vuoto è reale e tutte le forme del mondo ‘oggettivo’ sono ILLUSORIE e appaiono solo per il costante flusso tra i due ordini.
Il ’vuoto indivisibile’ è impossibile descriverlo .
Il non-vuoto altrettanto, poiché in esso coscienza e materia (e il resto) sono indissolubili e interi.
John Blofeld, studioso del sapere tibetano:- Tutto penetra tutto, il vuoto e il non-vuoto. La ‘parte’ è il Tutto.-
Milarepa, yoghi tibetano dell’undicesimo secolo, diceva che non possiamo percepire direttamente il vuoto poiché il nostro ‘inconscio’ è troppo condizionato nelle sue percezioni. La mente non ci lascia vedere il limite tra materia e mente(frequenze) e ci fa credere di possedere un corpo. Ecco il vero colpevole, la mente illusoria. Consigliava perciò di praticare la visione perfetta e la contemplazione per realizzare l’ Ultima Realtà. (Così anche i buddisti zen).
Ecco anche per gli Indù, è la ‘maya’ che c’impedisce di vedere l’unità della coscienza e la non-separazione.
Maya separa la coscienza unitaria in modo che l’oggetto è visto come ‘altro da sé’ e si suddivide in una molteplicità di oggetti.
Lo stesso si trova nel pensiero ebraico. Secondo la tradizione kabbalistica, l’intera creazione è un’illusione, proiezione degli aspetti trascendenti di Dio.
Nelle tradizioni sciamaniche, per esempio tra gli hawaiani: essi dicono che nell’universo tutto è interconnesso. Questa interconnessione o ‘rete’ è paragonabile al concetto di maya che nel pensiero indiano è simile a una rete.
Gli aborigeni hanno un pensiero simile a quello di Bohm che dice:- La coscienza è la sorgente dell’implicito.- Essi credono che la vera sorgente della mente è nella realtà trascendente del ’dreamtime’ (il tempo del sogno).
Noi invece crediamo che la coscienza si trovi ‘nei’ …nostri corpi. Gli sciamani non lo hanno mai creduto. Ecco che sono più facilmente in contatto con i livelli più sottili della realtà e alla fine tutto ritorna ‘all’ineffabile, misterioso ignoto.’
Ci vorrebbe una ristrutturazione alla base della scienza.
Le memorie di vite passate sotto ipnosi o simile (l’ipnosi copre-elimina l’interferenza del pensiero – i ‘credo’ ecc.) .Ecco ad esempio l’effetto dell’ayahuasca, delle NDE e sogni lucidi o di altri fenomeni ‘sciamanici’ che mostrano un incremento verso una visione e coscienza superiore anche per tutta l’umanità.
(siamo ora nell’anno del ‘cavallo di fuoco’ fino al 2027, e forse vi è una possibilità di bruciare le vecchie abitudini, modi di vedere, ecc.)
Gli sciamani hanno predetto che si tornerà al dreamtime degli aborigeni.
Siamo tuttavia ancora all’infanzia… di queste scoperte in un mondo tanto meccanizzato e chiuso nel proprio intelletto.
Siamo tutto sommato in un viaggio ‘sciamanico’ per diventare alunni del ’sacro’, ma finché la libertà senza limiti, né forma dell’aldilà ci spaventerà, continueremo a ‘sognare’ un ologramma solido e confortevole’!
Gli aborigeni affermano: “Si deve imparare a sopravvivere nell’infinito”…

